martedì 28 settembre 2010

Mulve: il nuovo programma di musica istantanea che terrorizza le major

fonte: http://www.repubblica.it/

Cosa è cambiato in dieci anni, dai tempi di Napster (quando cioè era ancora un servizio “illegale”) ad oggi? La politica aggressiva ed ottusa delle major che gestiscono la maggior parte dei diritti d’autore su musica, film etc., che ha cercato di stroncare ogni forma di legittima circolazione del sapere non a fini di lucro e non ha mai preso in considerazione di riformare se stessa e il proprio mercato alla luce dell’avvento di Internet, ha davvero prodotto i risultati sperati (da loro, almeno) o no? In realtà, tale politica non ha fatto altro che spingere ogni volta gli internauti verso programmi sempre più illegali, trasformando di fatto la condivisione in furto, ma non è riuscita a sopire la voglia di condivisione del popolo della rete. Ora l’ultimo mostro si chiama Mulve.


È un programmino estremamente leggero, appena 2 MB, che non necessita nemmeno di installazione: una volta scaricato e scompattato si clicca sull’exe et voilà, la semplicissima interfaccia è davanti a noi. Si scrive il nome dell’autore o del brano, si clicca su search e in pochi secondi ci vengono restituiti i risultati. Selezionato quello che ci interessa il trasferimento è rapidissimo. Qui però non si parla più di condivisione e di peer to peer, qui si parla di furto bello e buono, perché effettivamente non di condivisione si tratta. I database infatti, a differenza di Napster e di tutti gli emuli che l’hanno via via seguito, fino a eMule, non sono formati dai file condivisi dagli utenti, ma si trovano all’interno di misteriosi server proprietari, che non si sa quanto grandi siano e soprattutto dove siano collocati se non, a detta degli ideatori stessi, che sono al sicuro, al di là di qualsiasi possibilità di intervento legale da parte del Governo USA.
In attesa di verificare quanto durerà questo nuovo programma e quanto si impegneranno le major per stroncarlo, non possiamo fare ame no di riflettere sul fatto che, in epoca di PDA e smartphone evoluti, un programmino di soli 2 MB senza installazione potrebbe risultare devastante e questo l’industria lo sa bene. Ma non possiamo nemmeno fare a meno di riflettere sul fatto che l’azione legale incessante svolta in questi ultimi dieci anni dalle major contro qualsiasi programma di condivisione non ha fatto altro che spingere nell’illegalità gli utenti che vogliono comunque condividere e che ora si ritrovano per le mani esclusivamente strumenti che davvero sono illegali e con la condivisione non hanno niente più a che fare. Se fosse stata più lungimirante invece adesso avremmo programmi di P2P perfettamente legali, una sorta di biblioteche o discoteche pubbliche dove incontrarsi e scambiarsi cultura gratuitamente, che non avrebbero minimamente intaccato gli introiti musicali, come dimostrano le vendite di shop online, come iTunes, business seri che ormai producono da soli gran parte del fatturato della vendita di dischi.
Qui il link per il download.

4 commenti:

  1. Anche LimeWire funziona nello stesso modo. Dagli un'occhiata! Cià. Rob

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  2. Se per funzionare allo stesso modo intendi il poter scaricare brani musicali, siamo d'accordo ma la filosofia dei due software è diversa. LimeWire è infatti un software P2P cioè chi si collega tramite LimeWire in rete, condivide i dati presenti sul proprio hard disk con tutti gli altri. Con Mulve invece non si condivide nulla ma si preleva direttamente dai server nmessi a disposizione dagli ideatori del software. Questo significa che la velocità di download dipende unicamente dalla tua connessione e non anche da quella dell'utente che ha messo a disposizione il file. Inoltre LimeWire necessita di essere installato ed il file di installazione "pesa" ben 29MB ed una volta installato molti di più. Mulve solo 2MB e non necessita di installazione facilitandone quindi l'uso su tutti i prodotti che permettono l'internet mobile.

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  3. Dalla Repubblica di oggi 1 ottobre:
    E' COMINCIATA una stagione di grandi battaglie contro utenti e siti che diffondono file pirata. Anche in Italia. I segnali sono numerosi: le leggi si apprestano a diventare più severe, le attività antipirateria avanzano a tutto spettro. Ultimo segnale: Mulve, servizio che sembrava potesse rinverdire 1 i fasti di Napster, è già caduto sotto gli attacchi delle major del disco americane. I gestori hanno dovuto mettere offline sito e programma, dopo aver ricevuto una richiesta di rimozione da parte degli avvocati di Riaa (Recording industry association of America).

    In queste ore, Mulve torna online a intermittenza, ma ormai qualcosa si è spezzato: il servizio si è dimostrato vulnerabile quanto gli altri agli attacchi dell'antipirateria. E' solo questione di tempo perché venga abbattuto di nuovo. Un grosso smacco per un software che si presentava irraggiungibile da qualsiasi giurisdizione, e che aveva guadagnato una rapida popolarità anche grazie alla sfida sfacciata lanciata alle major. La sua forza è anche nell'ampio catalogo (dichiara 10 milioni di brani), che - si scopre adesso - era tratto semplicemente dall'archivio del social network russo Vkontakte.ru (dove si trovano tantissimi link a musica da ascoltare in streaming).

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  4. Grazie Rob per la tempestività, purtroppo stamane ho letto anch'io questo articolo. Ora pubblico il link di riferimento.

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